CHI SONO

Utente: asco
Nome: Francesco Noce
Vivo in germania da 22 anni,e ringrazio Dio di avermi accompagnato in ogni mia impresa. Da poco abbiamo realizzato un grande sogno: Una casa per malati Terminali VIA LUCE, e in ogni difficoltá affrontata in questi anni, andremo avanti perché a farci strada in ogni caso é il nostro Signore Gesú.

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domenica, 29 novembre 2009

L’Italia ha bisogno di un risveglio.

Il mondo ha bisogno

di un risveglio

 

 

Benidiciamo il Signore

ogni giorno della nostra vita,

abbiamo rispetto di Lui per tutto quello che fa per noi

giorno per giorno.


postato da: asco alle ore 13:04 | link | commenti (4)
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sabato, 28 novembre 2009

 

 

FEDE

Quanto é importante per Dio avere fede? Tanto, piú noi abbiamo fede piú Lui puó operare in noi.

 


postato da: asco alle ore 07:44 | link | commenti (18)
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giovedì, 26 novembre 2009

Unità

 

Dio è una pluralità unita o se si preferisce una unità plurale. Non si medita mai abbastanza sulla Sua natura, perché Essa di per sé è fonte inesauribile di ispirazione ed insegnamento per la nostra vita.

Il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo, sono un solo DIO! Come è possibile che i tre siano uno? Ci è difficile comprenderlo perché la natura umana “caduta” accetta come norma la divisione, la frattura, la separazione, l’individualismo. Non riusciamo a cogliere la bellezza dell’unità nella diversità, la potenza di una pluralità che esprime l’unità.

Queste riflessioni non sono per pochi eletti eruditi e magari dediti alla contemplazione mistica, ma dovrebbero essere per tutti i cristiani che vogliono lasciare la vita di Dio manifestarsi attraverso di loro in ogni area della loro esperienza. Si comprende quindi come l’unità sia l’obiettivo di Dio a cominciare dalla vita stessa del credente!
Ci percepiamo spesso divisi in noi medesimi ma avvertiamo anche che le nostre incoerenze e contraddizioni sono oggetto delle attenzioni di Dio che ha attivato in noi un processo di riunificazione e guarigione da quando Lo abbiamo incontrato e ricevuto nella nostra vita come Signore e Salvatore.

Il nostro Dio è unito ...e unisce. Egli non può desiderare altro poiché è coerente con Sé stesso! Così ponendo nel cuore dell’uomo il seme della vita eterna attraverso una rigenerazione spirituale o nuova nascita in Lui, comincia a comunicargli la Sua stessa natura inserendolo in un cammino nel quale ogni giorno lo accompagna con amorevole cura.

In questo piano di riordino coerente realizzato dallo Spirito Santo, spirito, anima e corpo ritrovano la loro giusta funzione e la loro vera armonia. Così si ripristina lo stato primiero in cui lo spirito dell’uomo, in comunione con lo Spirito di Dio, dirige l’anima (emozioni, intelligenza, volontà) alle fonti della Vita facendole gustare in primis la vera pace tanto ricercata dagli uomini ma così poco realizzata poiché essa si trova solo come dono perfetto della grazia.

La pace, la gioia e l’amore, pian piano divengono frutto manifesto nella vita. I desideri cambiano, le motivazioni più profonde vengono purificate e cambiano anche gli obiettivi da raggiungere.

Tuttavia il progetto non si limita al ripristino delle “relazioni interne”, ma a tutte le relazioni! Si prende coscienza che nel Suo progetto il marito e la moglie sono chiamati a divenire “una sola carne“ in Lui, e che le famiglie trovano la loro vera identità soltanto quando riflettono al loro interno l’unità nell’amore e nella diversità come avviene all’interno della Trinità. Ancora l'unità!

Il desiderio di Dio per l’unità trova infine il suo completamento nella Chiesa. La chiesa locale è da Lui chiamate ad essere famiglia di famiglie, il luogo spirituale dove si esprimono paternità, maternità e figliolanza nella comprensione dell’importanza di ciascun singolo membro e nel reciproco rispetto dei ruoli e delle diversità.

Le chiese locali a loro volta devono affinare la sensibilità alla voce dello Spirito per essere Chiesa, l’unica sola vera Chiesa del Signore poiché... Cristo ha amato la Chiesa e ha dato Sé Stesso per lei.

A questo fine, è strategico nel Suo piano il ruolo dei ministeri spirituali nella Chiesa, dato che Egli Stesso ha dato gli uni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori per l’edificazione del Corpo di Cristo, la Sua Chiesa.

La mia preghiera è che il Signore della Chiesa manifesti i padri che conoscono il Suo cuore in modo che i suoi figli possano ricevere identità e sicurezza da loro mentre si accingono in comunione e sottomissione reciproca a realizzare il piano di Dio così meravigliosamente espresso nelle parole del Maestro che nell’invocazione al Padre prima della Sua passione così pregò: "Or Io non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in Me per mezzo della loro parola, affinché siano tutti uno, come Tu, o Padre, sei in Me ed Io in Te, siano anch'essi uno in noi; affinché il mondo creda che Tu mi hai mandato” (Giovanni 17:20-21)

 


postato da: asco alle ore 21:05 | link | commenti (14)
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mercoledì, 18 novembre 2009

Il fondamento della gioia

 

Se guardiamo un piccolo bambino possiamo vedere come basti poco per entusiasmarlo e riempirlo di gioia. Questo perchè è capace di accettare e godere intensamente il momento che sta vivendo.
Non è sempre così, invece, dopo che si sono vissute esperienze amare e delusioni; tutto ciò tende, infatti, a bloccare la fioritura di quel seme di gioia chè è insito in ogni uomo.

L'essere umano è stato creato proprio per gioire e non per soffrire, per sperare e non per essere abbattuto.

Sicuramente ci sarà un tempo in cui è giusto piangere, ma l'importante è che questo status rimanga solo per un tempo della nostra vita e non pervada tutto il nostro essere in modo permanente.

Forse era proprio questo che voleva dire il famoso predicatore inglese dell'ottocento Charles H. Spurgeon quando disse: “Soffriamo molto di più a causa della paura di un evento, che non per l'evento stesso”.

In effetti, la natura umana è fragile e bisognosa d'aiuto e questo si rivela a noi nei momenti di crisi.
Anche Gesù dovette passare momenti di angoscia prima che si compisse l'evento del sacrificio e disse: “Signore se ti è possibile, trapassa da me questo calice”.

Eppure nel compimento di tale evento Egli trovò la pace: dopo l'abbandono trovò la consolazione e la gioia che gli era posta innanzi.
L'apostolo Paolo era un essere umano esattamente come noi, con le sue prove ed avversità, ma il Signore fece la differenza nella sua vita, tanto che nella sua lettera ai filippesi afferma:

Filippesi 4:11-13

Ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo. So vivere nella povertà e anche nell'abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato a essere saziato e ad avere fame; a essere nell'abbondanza e nell'indigenza. Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica.

Spesso guardando delle foto di persone a me care, che ridono di una gioia genuina, ne ho tratto ristoro, forza e coraggio.
La gioia, in effetti, è così potente che è capace di lenire “ferite di tristezza”, quando ci viene trasmessa. Non a caso il successo di molti comici proviene proprio dal rispondere a questo bisogno di ridere, a questa sete di gioia.

Oggi sta divenendo sempre più arduo trasmettere la vera gioia, che sgorga dal di dentro, perchè sono molti i fattori sociali che disturbano la serenità del singolo individuo e quindi delle famiglie.

Per molti potrebbe apparire buffo o superficiale, qualcuno che ride sempre e tende a sdrammatizzare, eppure ogni famiglia dovrebbe apprezzare coloro che gli sono accanto e che cercano di comunicare speranza e incoraggiamento.

Si può essere poveri e vestire stracci sporchi, ma conservare in se stessi una grande serenità, riuscendo a gioire non per quello che si “ha”, ma per ciò che si “è”.

Luca 12:15

Perchè la vita di un uomo non consiste nell'abbondanza delle cose che possiede.


Si può essere in una condizione materiale e fisica dove non c'è niente di cui rallegrarsi, ma trovare la pace, la vera ragione di felicità.
Il fondamento della gioia non risiede nella ricchezza economica, nell'immagine o nella propria forza; tutte queste cose se usate a buon fine sono lecite e sicuramente possono rendere più gradevole la nostra vita, ma la vera gioia consiste nel conoscere Cristo.
Essendo divenuto uomo, simile a noi, Egli ha già condiviso i nostri stessi travagli. Qualsiasi sia la tua afflizione Dio ti chiama ad alzarti da terra, a cambiare le tue vesti e a ricercare di nuovo il tempo della gioia!

Salmo 16:11

Tu mi mostrerai il sentiero della vita, c'è abbondanza di gioia alla tua presenza, alla tua destra vi sono delizie in Eterno!!

 


postato da: asco alle ore 06:48 | link | commenti (17)
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domenica, 15 novembre 2009

L’orgoglio la cellula piú aggressiva nell’uomo.
 
(1Pi 5:5)
"Similmente voi, giovani, siate sottomessi agli anziani. Sì, sottomettetevi tutti gli uni agli altri e rivestitevi di umiltà, perché Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili."
L’orgoglio è il Cancro dell’anima e se non è curato distrugge la vita spirituale come quella naturale. Il cancro comincia da piccole cellule infettate per poi invadere tutto il corpo, finché uno muore.
1.    l’infiammazione dell’orgoglio può cominciare da una piccola ferita. Forse qualcuno ci ha offeso, ho abbiamo percepito offesa e qualcosa dentro di noi comincia a dire: "Tu non puoi fare questo a me. Non ci sto, e con chi ti credi di aver a che fare, non sai chi sono io!!"
2.    O può cominciare da un piccolo fallimento, noi siamo meglio di lui e noi non sbagliamo mai.
3.    Oppure può cominciare con un complimento innocentemente offerto da un fratello e invece di dare la gloria a Dio prendiamo il credito per noi stessi.
4.    Le cellule cancerogene dell’orgoglio cominciano a formarsi, e noi testardamente vogliamo avere tutto al modo nostro e invece di sottometterci al volere di Dio e ai bisogni e desideri dei nostri fratelli e sorelle.
5.    Certe volte l’orgoglio manifesta i suoi veri colori quando ci è richiesto di fare qualcosa che non vogliamo fare perché lo reputiamo "sotto la nostra dignità".
6.    Quando in discussione con qualcun altro, noi concludiamo che la nostra conoscenza è superiore e abbiamo grande gioia nel vincere l’argomento. Mentre è certamente giusto di parlare di quello in cui crediamo, ma l’arroganza che accompagna il "vincere" non è altro che cancro chiamato orgoglio.
7.    Quando non siamo pronti di riconoscere che abbiamo offeso e di cercare perdono, l’orgoglio prende possesso delle nostre anime.
8.    Quando rigettiamo un suggerimento, data la "sorgente", una piccola cellula di cancro comincia a crescere.
9.    Più seriamente quando guardiamo giù a quelli differenti da noi, il cancro dell’orgoglio ha già preso campo dentro di noi.
10.Forse la più sottile forma di cancro d’orgoglio è quando pensiamo che la nostra esperienza con Dio ci fa meglio degli altri, che non sembrano così benedetti, come se le benedizioni di Dio fossero una ricompensa della nostra bontà.
11.(1Co 4:7)
"Che cosa infatti ti rende diverso? Che cosa hai tu che non l’abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché ti glori come se non l’avessi ricevuto?"
Andiamo alla clinica del Signore per fare un analisi sul nostro cancro di orgoglio, e di ricevere la perfetta cura dal dottore Divino.
 
Nel naturale tutti sono molto ansiosi nell’avere una "detenzione precoce"
Dai Proverbi:
"Certamente egli schernisce gli schernitori, ma fa grazia agli umili"
"Il timore dell’Eterno è odiare il male; io odio la superbia, l’arroganza, la via malvagia e la bocca perversa." (Pro 8:13)
"Quando viene la superbia, viene anche il disonore; ma la sapienza è con gli umili." (Pro 11:2)
"Dall’orgoglio viene solamente contesa, ma la sapienza è con quelli che danno ascolto ai consigli." (Pro 13:10)
"L’Eterno distruggerà la casa dei superbi, ma renderà stabili i confini della vedova." (Pro 15:25)
"Il timore dell’Eterno è un ammaestramento di sapienza, e prima della gloria c’è l’umiltà." (Pro 15:33)
"Chiunque è superbo di cuore è un abominio per l’Eterno; anche se stringe la mano ad un altro per un’alleanza, non rimarrà impunito." (Pro 16:5)
"18 Prima della rovina viene l’orgoglio, e prima della caduta lo spirito altero. 19 ¶ Meglio essere umile di spirito con i miseri, che spartire la preda con i superbi." (Pro 16:18-19)
"Prima della rovina il cuore dell’uomo si innalza, ma prima della gloria viene l’umiltà." (Pro 18:12)
"Gli occhi alteri e un cuore superbo, che sono la lampada degli empi, sono peccato." (Pro 21:4)
Il nome del superbo insolente è; "Schernitore" egli fa ogni cosa con superbia smisurata." (Pro 21:24)
Il premio dell’umiltà è il timore dell’Eterno, la ricchezza, la gloria e la vita." (Pro 22:4)
L’orgoglio dell’uomo lo porta in basso, ma chi è umile di spirito otterrà gloria." (Pro 29:23)
Consideriamo anche quello che Gesù, Isaia, Paolo e Giacomo dissero sull’umiltà:
"«Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli." (Mat 5:3)
"11 E il maggiore di voi sia vostro servo, 12 Or chiunque si innalzerà sarà abbassato; e chiunque si abbasserà sarà innalzato," (Mat 23:11-12)
"Poiché così dice l’Alto e l’Eccelso, che abita l’eternità, e il cui nome è Santo «Io dimoro nel luogo alto e santo e anche con colui che è contrito e umile di spirito, per ravvivare lo spirito degli umili, per ravvivare lo spirito dei contriti." (Isa 57:15)
"Infatti, per la grazia che mi è stata data, dico a ciascuno che si trovi fra voi di non avere alcun concetto più alto di quello che conviene avere, ma di avere un concetto sobrio, secondo la misura della fede che Dio ha distribuito a ciascuno." (Rom 12:3)
"Non osiamo infatti collocarci o paragonarci con alcuni di quelli che si raccomandano da se stessi, ma essi, misurandosi da se stessi e paragonandosi con se stessi, non hanno alcun intendimento." (2Co 10:12)
"non facendo nulla per rivalità o vanagloria, ma con umiltà, ciascuno di voi stimando gli altri più di se stesso." (Fil 2:3)
"Ma egli dà una grazia ancor più grande; perciò dice: «Dio resiste ai superbi e dà grazia agli umili»" (Gia 4:6)
Gesù narrò una storia che punta sul nostro bisogno di umiltà:
"7 Ora, notando come essi sceglievano i primi posti a tavola, propose agli invitati questa parabola, dicendo: 8 «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché quel tale potrebbe aver invitato un altro più importante di te, 9 e chi ha invitato te e lui non venga a dirti: "Cedi il posto a questi". E allora tu, pieno di vergogna, non vada ad occupare l’ultimo posto. 10 Ma quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto affinché, venendo chi ti ha invitato, ti dica: "Amico, sali più su Allora ne avrai onore davanti a coloro che sono a tavola con te. 11 Perché chiunque si innalza sarà abbassato e chi si abbassa sarà innalzato»." (Luc 14:7-11)
Ci sono tre prominenti esempi di modelli di Umiltà Biblica: il Bambino, il Servo e Gesù
·         Essere come un "bambino" non vuol dire essere infantili. Dio ci chiama ad essere maturi, che non è da confondere con un’attitudine di "superiorità". I bambini non hanno nessuna difficoltà a dimostrarsi umili con i genitori, e i genitori saggi non parlano mai "giù" ai loro figli, ma li rispettano e sempre li trattano con dignità, anche quando li rimproverano e li correggono.
·          "Chi dunque si umilierà come questo piccolo fanciullo, sarà il più grande nel regno dei cieli." (Mat 18:4)
·         Il "servo", per quello che sia, è sempre in fondo alla classe sociale. Il Cristiano è un servo di Cristo ma il suo servizio è sempre fatto volentieri, mai per necessità e a malavoglia. "E il maggiore di voi sia vostro servo," (Mat 23:11)Per quanto mi riguarda io voglio essere "schiavo" di Gesù come si definiva Paolo.
·         La nostra attitudine deve essere come quella di Cristo:
·         "e, trovato nell’esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce." (Fil 2:8)
Se l’orgoglio è la malattia del peccato, il cancro dell’anima, quali sono le cure per guarire?
Almeno due: Preghiera e Lode sempre producono umiltà.
L’atto della preghiera è un’ammissione d’umiltà perché testimonia e riconosce la nostra dipendenza da Dio per tutte le cose che noi abbiamo bisogno e Dio risponde a quest’umiltà.
"13 Quando chiuderò il cielo e non ci sarà più pioggia, quando ordinerò alle locuste di divorare il paese quando manderò la peste al mio popolo, 14 se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia e torna indietro dalle sue vie malvagie, io ascolterò dal cielo, perdonerò il suo peccato e guarirò il suo paese." (2Cr 7:13-14)
 (Gia 4:10)
"Umiliatevi davanti al Signore, ed egli vi innalzerà."
(Deu 8:1-3):
Abbiate cura di mettere in pratica tutti i comandamenti che oggi vi do, affinché viviate, moltiplichiate ed entriate ad occupare il paese che l’Eterno giurò di dare ai vostri padri. 2 Ricordati di tutta la strada che l’Eterno, il tuo DIO, ti ha fatto fare in questi quarant’anni nel deserto per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che c’era nel tuo cuore e se tu osserveresti o no i suoi comandamenti. 3 Così egli ti ha umiliato, ti ha fatto provar la fame, poi ti ha nutrito di manna che tu non conoscevi e che neppure i tuoi padri avevano mai conosciuto, per farti comprendere che l’uomo non vive soltanto di pane, ma vive di ogni parola che procede dalla bocca dell’Eterno."
Tempo fa un fratello era a  Roma con pezzi grossi che investigavano l’affondamento di una nave, lui era il perito tecnico. Arriva l’ora di cena ed un riccone fra loro dice andiamo a Firenze a mangiare una fiorentina. Prendono il suo aereo privato e vanno a Firenze in uno dei più lussuosi ristoranti. Questo ordina la fiorentina, ne taglia un pezzettino e butta via il resto. Gli altri gli chiedono "ma questa fiorentina costerà almeno € 100 e la butti via?" E lui rispose: "è questione di stile". Mio fratello  raccontava questa cosa come se fosse qualcosa di valore, ma io dissi: "Quell’uomo è un arrogante e un strafottente si merita di diventare povero e mangiare dai cestini della spazzatura, quando ci sono milioni di bambini al mondo che muoiono di fame. Quel tipo non era umile.
Lode ed una attitudine di ringraziamento sono forti antidoti contro l’orgoglio:
"16 ¶ Siate sempre allegri. 17 Non cessate mai di pregare 18 In ogni cosa rendete grazie, perché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesú verso di voi." (1Te 5:16-18)
"Sono orgoglioso di essere umile".
Da ricordarsi che l’umiltà non è "debolezza" ma "forza sotto controllo".
Ed ecco quattro modi come il cancro dell’orgoglio attacca i Cristiani:
1.    Visto che siamo salvati potremmo avere l’attitudine di pensarci superiori e di guardare in basso gli altri. Un famoso uomo di Dio vide un ubriacone sdraiato per terra e disse: "è soltanto per la Grazia di Dio che sto in piedi"
2.    Essendo assolutamente convinti che la nostra dottrina è perfetta abbiamo la tendenza di abbassare chi è in disaccordo,
3.    Quando ci sono problemi non risolti nella chiesa, dobbiamo essere sempre pronti a rintracciarne la sorgente, anche se ci costa,
4.    Fra i Cristiani c’è spesso un bisogno di essere affermati, essi non sono spesso soddisfatti, così c’è la tendenza a paragonarsi ad altri cosicché, almeno ai loro occhi, si sentono migliori. Altresì, fra Cristiani quel famoso detto è applicabile: "Tutti vogliono apparire con odore di rose".
C’é soltanto un modo per curare l’orgoglio al 100% ed è di ucciderlo sulla croce, come dice la Parola:
(Gal 2:20)
"Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me."
 Questo significa che la nostra carne deve morire sulla croce, e non più viva e la vita che viviamo adesso è quella di Cristo che si è sacrificato per noi. In poche parole qualsiasi offesa che viene verso di noi non ci colpisce più perché noi siamo morti ed è Gesù che la riceve, perché siamo in Lui, perciò non possiamo essere offesi. Non siamo più i capitani delle nostre anime, ma siamo schiavi di Cristo. Chi non è umile abbastanza da considerarsi schiavo di Cristo non ha parte nel Suo Regno.
 
 

postato da: asco alle ore 06:38 | link | commenti (8)
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