L’Italia ha bisogno di un risveglio.
Il mondo ha bisogno
di un risveglio
Benidiciamo il Signore
ogni giorno della nostra vita,
abbiamo rispetto di Lui per tutto quello che fa per noi
giorno per giorno.
FEDE
Quanto é importante per Dio avere fede? Tanto, piú noi abbiamo fede piú Lui puó operare in noi.
Unità
Dio è una pluralità unita o se si preferisce una unità plurale. Non si medita mai abbastanza sulla Sua natura, perché Essa di per sé è fonte inesauribile di ispirazione ed insegnamento per la nostra vita.
Il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo, sono un solo DIO! Come è possibile che i tre siano uno? Ci è difficile comprenderlo perché la natura umana “caduta” accetta come norma la divisione, la frattura, la separazione, l’individualismo. Non riusciamo a cogliere la bellezza dell’unità nella diversità, la potenza di una pluralità che esprime l’unità.
Queste riflessioni non sono per pochi eletti eruditi e magari dediti alla contemplazione mistica, ma dovrebbero essere per tutti i cristiani che vogliono lasciare la vita di Dio manifestarsi attraverso di loro in ogni area della loro esperienza. Si comprende quindi come l’unità sia l’obiettivo di Dio a cominciare dalla vita stessa del credente!
Ci percepiamo spesso divisi in noi medesimi ma avvertiamo anche che le nostre incoerenze e contraddizioni sono oggetto delle attenzioni di Dio che ha attivato in noi un processo di riunificazione e guarigione da quando Lo abbiamo incontrato e ricevuto nella nostra vita come Signore e Salvatore.
Il nostro Dio è unito ...e unisce. Egli non può desiderare altro poiché è coerente con Sé stesso! Così ponendo nel cuore dell’uomo il seme della vita eterna attraverso una rigenerazione spirituale o nuova nascita in Lui, comincia a comunicargli la Sua stessa natura inserendolo in un cammino nel quale ogni giorno lo accompagna con amorevole cura.
In questo piano di riordino coerente realizzato dallo Spirito Santo, spirito, anima e corpo ritrovano la loro giusta funzione e la loro vera armonia. Così si ripristina lo stato primiero in cui lo spirito dell’uomo, in comunione con lo Spirito di Dio, dirige l’anima (emozioni, intelligenza, volontà) alle fonti della Vita facendole gustare in primis la vera pace tanto ricercata dagli uomini ma così poco realizzata poiché essa si trova solo come dono perfetto della grazia.
La pace, la gioia e l’amore, pian piano divengono frutto manifesto nella vita. I desideri cambiano, le motivazioni più profonde vengono purificate e cambiano anche gli obiettivi da raggiungere.
Tuttavia il progetto non si limita al ripristino delle “relazioni interne”, ma a tutte le relazioni! Si prende coscienza che nel Suo progetto il marito e la moglie sono chiamati a divenire “una sola carne“ in Lui, e che le famiglie trovano la loro vera identità soltanto quando riflettono al loro interno l’unità nell’amore e nella diversità come avviene all’interno della Trinità. Ancora l'unità!
Il desiderio di Dio per l’unità trova infine il suo completamento nella Chiesa. La chiesa locale è da Lui chiamate ad essere famiglia di famiglie, il luogo spirituale dove si esprimono paternità, maternità e figliolanza nella comprensione dell’importanza di ciascun singolo membro e nel reciproco rispetto dei ruoli e delle diversità.
Le chiese locali a loro volta devono affinare la sensibilità alla voce dello Spirito per essere Chiesa, l’unica sola vera Chiesa del Signore poiché... Cristo ha amato la Chiesa e ha dato Sé Stesso per lei.
A questo fine, è strategico nel Suo piano il ruolo dei ministeri spirituali nella Chiesa, dato che Egli Stesso ha dato gli uni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori per l’edificazione del Corpo di Cristo, la Sua Chiesa.
La mia preghiera è che il Signore della Chiesa manifesti i padri che conoscono il Suo cuore in modo che i suoi figli possano ricevere identità e sicurezza da loro mentre si accingono in comunione e sottomissione reciproca a realizzare il piano di Dio così meravigliosamente espresso nelle parole del Maestro che nell’invocazione al Padre prima della Sua passione così pregò: "Or Io non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in Me per mezzo della loro parola, affinché siano tutti uno, come Tu, o Padre, sei in Me ed Io in Te, siano anch'essi uno in noi; affinché il mondo creda che Tu mi hai mandato” (Giovanni 17:20-21)
Se guardiamo un piccolo bambino possiamo vedere come basti poco per entusiasmarlo e riempirlo di gioia. Questo perchè è capace di accettare e godere intensamente il momento che sta vivendo.
Non è sempre così, invece, dopo che si sono vissute esperienze amare e delusioni; tutto ciò tende, infatti, a bloccare la fioritura di quel seme di gioia chè è insito in ogni uomo.
L'essere umano è stato creato proprio per gioire e non per soffrire, per sperare e non per essere abbattuto.
Sicuramente ci sarà un tempo in cui è giusto piangere, ma l'importante è che questo status rimanga solo per un tempo della nostra vita e non pervada tutto il nostro essere in modo permanente.
Forse era proprio questo che voleva dire il famoso predicatore inglese dell'ottocento Charles H. Spurgeon quando disse: “Soffriamo molto di più a causa della paura di un evento, che non per l'evento stesso”.
In effetti, la natura umana è fragile e bisognosa d'aiuto e questo si rivela a noi nei momenti di crisi.
Anche Gesù dovette passare momenti di angoscia prima che si compisse l'evento del sacrificio e disse: “Signore se ti è possibile, trapassa da me questo calice”.
Eppure nel compimento di tale evento Egli trovò la pace: dopo l'abbandono trovò la consolazione e la gioia che gli era posta innanzi.
L'apostolo Paolo era un essere umano esattamente come noi, con le sue prove ed avversità, ma il Signore fece la differenza nella sua vita, tanto che nella sua lettera ai filippesi afferma:
Filippesi 4:11-13
Ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo. So vivere nella povertà e anche nell'abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato a essere saziato e ad avere fame; a essere nell'abbondanza e nell'indigenza. Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica.
Spesso guardando delle foto di persone a me care, che ridono di una gioia genuina, ne ho tratto ristoro, forza e coraggio.
La gioia, in effetti, è così potente che è capace di lenire “ferite di tristezza”, quando ci viene trasmessa. Non a caso il successo di molti comici proviene proprio dal rispondere a questo bisogno di ridere, a questa sete di gioia.
Oggi sta divenendo sempre più arduo trasmettere la vera gioia, che sgorga dal di dentro, perchè sono molti i fattori sociali che disturbano la serenità del singolo individuo e quindi delle famiglie.
Per molti potrebbe apparire buffo o superficiale, qualcuno che ride sempre e tende a sdrammatizzare, eppure ogni famiglia dovrebbe apprezzare coloro che gli sono accanto e che cercano di comunicare speranza e incoraggiamento.
Si può essere poveri e vestire stracci sporchi, ma conservare in se stessi una grande serenità, riuscendo a gioire non per quello che si “ha”, ma per ciò che si “è”.
Luca 12:15
Perchè la vita di un uomo non consiste nell'abbondanza delle cose che possiede.
Si può essere in una condizione materiale e fisica dove non c'è niente di cui rallegrarsi, ma trovare la pace, la vera ragione di felicità.
Il fondamento della gioia non risiede nella ricchezza economica, nell'immagine o nella propria forza; tutte queste cose se usate a buon fine sono lecite e sicuramente possono rendere più gradevole la nostra vita, ma la vera gioia consiste nel conoscere Cristo.
Essendo divenuto uomo, simile a noi, Egli ha già condiviso i nostri stessi travagli. Qualsiasi sia la tua afflizione Dio ti chiama ad alzarti da terra, a cambiare le tue vesti e a ricercare di nuovo il tempo della gioia!
Salmo 16:11
Tu mi mostrerai il sentiero della vita, c'è abbondanza di gioia alla tua presenza, alla tua destra vi sono delizie in Eterno!!